Dice che bisogna spingere sui consumi per non far scendere la Domanda. Cosi siamo andati al centro commerciale a cercare un televisore. Non ho mai speso un centesimo per acquistare un televisore. Io la televisione la faccio, mi sono sempre detta (ahahahah).
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Le televisioni che ho avuto, erano scarti di qualcun altro. La prima, che mi ha regalato S., piccoletta e perfettamente funzionante, aveva un unico difetto: il pulsante di accensione non rimaneva schiacciato. Bisognava conficcare uno stecchino al lato del pulsante e levarlo per spegnerla. Per il resto era a posto. L’ho venduta all’asta solo quando un’altra amica, R., per ringraziarmi dell’ospitalita’ , me ne ha regalata una nuova , della stessa misura (R.era stata mia ospite col compagno per un mesetto mentre facevano i lavori a casa loro). Il vecchio televisorino se l’e’ aggiudicato una studentessa su e-bay per cinque euro, cosi non l’ho dovuto portare in discarica ed ho fatto felice una ragazza.
Ma il valzer dei televisori non e’ finito qui. Tempo dopo, la zia P. ne ha acquistato uno ultrapiatto e mi ha chiesto se volevo prendermi cura del suo vecchio trentaduepollici catodico. Ovviamente ho detto di si, e mi sono caricata il mammuzzone in macchina. Ho potuto ricambiare il favore qualche mese dopo: un temporale aveva fatto saltare la corrente, imprevisto che era costato la vita di una tv piccolina che zia P. guardava in camera da letto. Saputa la notizia, ho regalato alla zia il mio vecchio televisore, quello che mi aveva regalato l’amica R. e che dopo l’arrivo del mammuzzone in camera da pranzo, era stato relegato in disuso su un trespolo, in cameretta.
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Questo percorso di crescita da un televisore con stecchino ad un mammuzzone partendo da zero, si e’ bruscamente interrotto domenica scorsa, quando, su richiesta del Presidente del Consiglio, come dicevo, abbiamo deciso di dare una mano alla Domanda.
Domenica pomeriggio il Centro commerciale e’ un concentrato di umanita’ ed il negozio di elettronica ed elettrodomestici e’ il regno degli esperti della domenica, per l’appunto. Cosi anche noi ci siamo fatti prendere dal vortice delle infinite possibilita’ di scelta, ma la mia linea guida e’ rimasta quella, come si dice da noi, coatta: a parita’ di cifra, chisseneimporta dei vari attributi tecnici, compriamo il piu’ grosso. Dopo varie telefonate a parenti esperti nella materia, alla fine ritiriamo la televisione ultrapiatta (e qui ci sarebbe da scrivere un post sulla difficolta’ di arrivare ai magazzini per la consegna merce dai centri commerciali) e torniamo.
Dopo due sere passate nell’avvincente intento di regolare al meglio colori e suoni con l’ausilio di computer e dvd tecnici, finalmente la ricezione e’ perfetta.
Ed il risultato di tale irrinunciabile spesa e indimenticabile impresa si puo’ riassumere in questa frase, detta stamattina davanti alla tv in funzione: “Come se fa ad andare al lavoro quando c’e’ Tigro in alta definizione?”


fantastico!!!! Sapessi come ti capisco!
Bando alle ciance del Presidente, mi meraviglio del fatto che E. abbia aspettato così tanto prima di coinvolgerti nell’acquisto di un tv: noi ancora non avevamo i sanitari in bagno e Max già spulciava tutti i negozi di elettrodomestici in cerca del suo ultrapiatto!!
Un bacio e a presto!
Fra!
P.S.: : perchè tanto lo so che il promotore dell’acquisto è stato E.: per te il mammozzone poteva andare benissimo e a vita!!