Cari ragazzi dell’Onda Anomala,
anche se ho qualche anno piu’ di voi e non sono piu’ una studentessa ne’ una ricercatrice universitaria, capisco quello che provate e lo condivido. ”Toccato il fondo si puo’ solo risalire”, si diceva una volta. Voi ventenni, ma anche noi trentenni, siamo le generazioni miti, a cui hanno insagnato ad obbedire, ad accontentarsi, a rassegnarsi ad un futuro incerto, a piegarsi alla paura del mutamento e quindi della vita stessa, che e’ mutamento. Finche’ con i tagli alla scuola e all’universita’ finalmente e’ successo qualcosa. La vostra Onda, che qualcuno vorrebbe far passare per una Tempesta ma di tipo ormonale, potrebbe far emergere anche il malessere di quelli della mia generazione. La nostra energia e’ repressa e contenuta nell’accettazione quotidiana di un lavoro precario, sottopagato e spesso poco soddisfacente, specie se confrontato con le aspettative del periodo universitario. Molto spesso non abbiamo possibilita’ di crescita ne’ di carriera (seguendo strade oneste), e solo vaghe promesse di percepire una pensone di vecchiaia. Viviamo a testa basta nell’accettazione dell’oggi, perche’ domani potrebbe essere peggio. Nessun sindacato prende a cuore le nostre situazioni, siamo scomodi e difficilmente rappresentabili da un’organizzazione strutturata in maniera tradizionale. Ci rifugiamo nella sfera privata altrimenti appassiamo. Coltiviamo gli affetti e l’amicizia. Quando prendiamo coraggio, andiamo a vivere da soli o mettiamo su famiglia e ci accolliamo un mutuo che ci porteremo fino alla vecchiaia. Facciamo i figli dieci anni dopo rispetto alle nostre mamme e se talvolta diventiamo un supporto per i nostri genitori che invecchiano e’ perche’ comunque siamo in gamba anche senza i mezzi economici che ci servirebbero.
Ecco, cari Ragazzi dell’Onda Anomala, io spero con tutto il cuore che la vostra protesta dia il coraggio anche a noi di reclamare una vita diversa, una vita che non manchi di opportunita’ e di scelte. La vostra strategia, che punta moltissimo sulla comunicazione e sull’effetto mediatico mi piace molto. Spero che anche noi trentenni precari riusciremo ad organizzarci, a montare un gran casino (soprattutto mediatico, perche’ ora e’ questo il canale piu’ forte per rivendicare i diritti) per far capire a tutti che proprio a noi che stamo vivendo oggi il nostro futuro, stanno rubando il futuro, e noi, cari ragazzi dell’Onda, abbiamo meno tempo di voi per riprendercelo.

Eh già…io più che figlia di un onmda anomala mi sento figlia di una salvagente! Spero di non affogare anche perchè quest’onda….mi sà che si alza su un mare di….merda!
bellissima lettera!