L’altra sera ho trovato un piccolo geco, veramente minuscolo, in una vaschetta che avevo lasciato in cucina, vicino alla finestra. Evidentemente era scivolato li dentro da un po’ e cercava di uscire. La situazione era critica: con le ventosette sulle zampe non riusciva a risalire le pareti lisce e, nonostante l’aspetto da caramella gommosa, era visibilmente agitato. Non avendo trovato altre soluzioni, mi sono rimessa le scarpe, ho preso la vaschetta col piccolo geco, sono scesa e l’ho liberato per strada. Probabilmente l’avrà mangiato qualche gatto, ma penso comunque di aver agito col cuore. Se non altro nei confronti del gatto. Comunque mi sono sentita bene.
In questi giorni sono molto presa da quello che succede fuori dalla porta di casa, nella Società, come dicono i giornali. E provo un sentimento misto di dispiacere, impotenza e rabbia, stati d’animo che, come è noto, occludono il terzo chakra e creano tensioni muscolari sulle spalle. A parte la crisi economica, che non credo abbia potuto sorprendere gli esperti di finanza, visto che persino io dall’estate scorsa avevo intuito che la crisi americana dei mutui nascondeva problemi strutturali ben piu’ profondi, sono le manifestazioni di intolleranza verso il prossimo che si verificano nelle strade, nelle scuole e negli stadi, che mi preoccupano di piu’.
Nei periodi di crisi economica, com’è noto, si cerca il capro espiatorio. Piuttosto che prendersela con i piu’ deboli, sarebbe meglio sfogarsi con dei professionisti dell’espiazione, come il buon vecchio Malaussene, a cui possibilmente far pagare anche le tasse per il servizio che deve svolgere in quartieri destinati (case dei capri espiatori).
Insomma, non ne posso piu’ di sentir parlare del problema dell’immigrazione, di veder smontare pezzo per pezzo la scuola pubblica (adesso persino con l’ideona delle classi differenziate per gli stranieri! Ma si, mettiamoci dentro anche gli handicappati che le scuole private rifiutano, cosi si risolve persino il problema di come pagare il maestro di sostegno!), di tutta la solfa sulla sicurezza, dello screditamento degli uomini di cultura (professori, scienziati, magistrati) a vantaggio di chi “produce” e “manda avanti la carretta” (manager e piccoli imprenditori).Per non parlare dell’ecologia, che è percepita come l’ultimo dei problemi del nostro Paese, e non solo dai politici!
Ma, ed è questo che mi spacca la testa, questa visione politica piace, lo dimostrano le elezioni ed i sondaggi. Eppure a me manca qualcosa.
E’ il gesto fatto col cuore che stiamo perdendo. La paura, la diffidenza, la fretta, ci allontanano e ci rendono tutti piu’ soli, piu’ fragili e piu’ arrabbiati. Invece un gesto fatto col cuore ci fa sentire bene. Se funziona con un geco, figuriamoci nei confronti di un essere umano.
