Essere precari a trent’anni e’ un po’ come avere brufoli a 15, solo che non passa. Ci siamo laureati e ci hanno detto, comincia con un °lavoretto°, vedrai che poi troverai di meglio…Dopo magari l’impiego buono lo trovi davvero, ma sempre precario rimani. In compenso, noi trentenni abbiamo sviluppato una buona autoironia. Ce scappa da ride. Scriviamo nei nostri blog e rimandiamo tutto a domani.
In questi °ultimi° sette anni di precariato, mi sono convinta che ha ragione mio fratello ingegnere. Per consolarsi del suo esilio lavorativo in Svizzera sostiene, come Voltaire, che viviamo nel migliore dei mondi possibili e che qualsiasi altra alternativa poteva essere peggio. Dunque mi considero una precaria di lusso. Lavoro 9 mesi l’anno in una trasmissione della rai con un contratto a tempo determinato, che oggi davvero tra i contratti precari e’ il migliore dei contratti possibili. Hai quei diritti per i quali hanno lottato gli operai 200 anni fa, come le malattie, gli straordinari e le ferie pagate, oltre la liquidazione a fine contratto…che poi non ti diano niente al momento della pensione perche’ la liquidazione te la sei mangiata prima, chissenefrega. E poi, nei due-tre mesi che non lavori, ricevi la disoccupazione dall’inps…insomma, davvero roba forte.
Non importa che l’azienda non ti riconosca la laurea e che per arrivare a un po’ piu’ di mille euro devi fare una trentina di ore di straordinario al mese: tu trentenne sai che il contratto t.d. e’ il migliore dei contratti possibili e al solo pensiero, un sorriso sornione ti si stampa in faccia.
Da gennaio 2008 e’ entrata in vigore la riforma del welfare. Per farla breve non si possono reiterare all’infinito i contratti a t.d. ma l’azienda e’ costretta ad assumere. E la rai che fa invece di tagliare sulle consulenze stratosferiche, sugli appalti e sui compensi per gli uomini di spettacolo? Blocca i contratti. I nostri! Ferma le assuzioni a t.d. Adesso girano voci di tutti i tipi, che fanno l’effetto di una foglia caduta su una fila di formiche. Ora siamo impazziti, ci affanniamo nelle mailing list, corriamo alle riunioni sindacali, muoviamo le antenne per capire da che parte arrivano i cetrioli…
Ci abitueremo di nuovo all’ennesimo ostacolo e riprenderemo in fila il nostro percorso o questa volta cambiera’ qualcosa?
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RASSEGNA STAMPA PRECARI RAI
(forse non siamo trasparenti!)






deve cambiare qualcosa!!!!!!
deve cambiare qualcosa!
deve cambiare qualcosa!
Poichè ormai l’abominevole è divenuto la normalità, siamo tutti giovani disposti ad accettare il T.D., per una volta dovremmo essere dei ET, degli extraterrestri, che si ribellano ad una condizione falsamente “privilegiata” e urlano i propri diritti in faccia ai padroni che ti danno il pane!
Besos
l’ironia e i blog ci salveranno (?)
…
speriamo.
un saluto