Nonostante la rata semestrale del mutuo, l’ICI, l’assicurazione della macchina, le rate della nuova caldaia condominiale, la rata della monnezza, la tredicesima che con il mio contratto e’ una pernacchia, i regali di Natale e soprattutto, nonostante il Natale, ce l’ho fatta! Anche se il mio conto corrente ha le uscite di un comune delle dimensioni di Frascati, siamo partiti! Quattro giorni interi a Barcellona! Rayanair e Ikea sono la salvezza della nostra generazione.
L’ultima volta che sono stata a Barcellona avevo 22 anni e stavo facendo l’Erasmus. Avevo una citta’ da scoprire, legami e vecchie amicizie spezzati, nuove persone da conoscere, l’Universita’ da finire. Ci sono tornata come si torna da un amico che non si sente piu’ da tanto. Frasi di rito, un abbraccio molto educato- il trolley sul letto, l’albergo, la piantina della citta’. Poi lentamente ritrovi le sue espressioni, quelle che ti facevano sentire bene- ti tornano in mente le fermate della metro, le parole giuste, le scorciatoie. E all’improvviso siete di nuovo vicini tu e l’amico- tu e la citta’.
Ecco alcune piccole osservazioni:
La vera fabbrica di San Pietro e’ la Sagrada Familia. Dicono che i lavori termineranno tra trent’anni. Magari per l’inaugurazione avro’ la carta d’argento, entrero’ gratis e senza fare la fila. Per la terza volta sono arrivata li davanti e non sono entrata- c’erano trecento persone in attesa di varcare il portone. Mi chiedo: sara’ vero che serve ancora tutto questo tempo per completare l’opera o ci marciano un po’? E poi immagino le disquisizioni tra architetti, scultori ed ingegneri su come proseguire il progetto… ognuno vorra’ lasciare la sua impronta…
Dico, adesso scatto una foto al simbolo dello stadio di Barcellona, cosi’ faccio contenti tutti i ragazzi che mi hanno detto “Aho’ va’ a vede o ssadio!”. Ma poi cosa ti scopro? Che lo stadio del Barça non e’ quello Olimpico (che ho visto io) ma e’ Camp Nou! Dai, e’ il pensiero che conta!
I trasporti sono efficientissimi, come ricordavo. La metro chiude la notte tardi, riapre presto, ti dice quando passa e ti chiede pure come stai.
I bocadillos sono la risposta sana al Mc Donald’s. Sfilatini ripieni con un look gggiovane venduti nei fast food. Qui a Roma potremmo fare lo stesso con la rosetta con la mortazza e sue variazioni.
Questa foto non e’ mia. Casino’ di Barcellona. Entriamo in pieno stile Ocean’s Eleven. Mancava solo la musica. Un occhio alle telecamere, uno sguardo alla folla. In realta’ il posto e’ un po` troppo turistico, ma con un pizzico di fantasia si aggiusta tutto. La gente, il rumore delle fiches, gli sguardi dei croupier, la roulette che gira, le babbione sedute ai tavoli, ancora i croupier che ti guardano con la coda dell’occhio, rosso-nero-pari-dispari- puntate sui numeri. Quelli in preda alla febbre del gioco che puntano su tre tavoli contemporaneamente, quelli che stanno nella stanza fumosa in cui si mettono 100 euro a giro, i croupier che sono di spalle e tu non lo sai ma loro ti guardano. E poi il 27. Branco l’aveva detto che mi avrebbe portato fortuna: per scherzo l’abbiamo giocato ed e’ uscito tre volte! E al secondo”cavallo” indovinato di fila, tutti i croupier del tavolo si voltano a guardarci contemporaneamente….
La vincita è piccola ma la cosa più bella è il gioco, quello che si impara da piccoli….quello del “facciamo che io ero…”.

Ah Barca! Ci sono stato nel ‘93. Per un paio di giorni forse tre, ero in viaggio itinerante dal sud al nord e ritorno della Spagna. Escludendo i bocadillos e il casinò in cui non mi avrebbero fatto entrare neanche a pulir il tappeto, abbiamo visto le stesse cose. Una cosa in particolare mi ricordo: la gentilezza della gente specie (strano a dirsi) quando sapevano che ervamo italiani. Specie nei mercati rionali ci facevano assagiare tutto prima di comprare giusto per farci fare acquisti di nostro gusto. Tra le varie cibarie ricordo un salame dal color rosa, ma più che rosa oserei dire fucsia! Capisco che i tre porcellini sono di un bel rosa vivo che mette allegria ma quelli da cui avevano tirato fuori quel salame erano psichedelici!
Baci e abbracci.
Bravo! Hai ragione! Quel salame, il chorizo se non mi sbaglio, è color treporcellini (psichedelici)!Ecco che fine hanno fatto!
ottima intuizione!
Mitica! bellissima descrizione!
Immagino te al Casinò a fare la Julya Roberts della situazione, potevi infilare tacchi 12 cm, indossare un bel vestitino sexy e metterti accanto a qualche giocatore “vincente” se quelli pensano che gli stai portando fortuna, ti pagano per stargli accanto tutta la serata!
ciao!
Esatto! Che bello sarebbe!