Feeds:
Articoli
Commenti

Quelli della…

Non sono una di quelle che per consolarsi spende. Magari un pochino si, ma senza lasciare cicatrici nel portafoglio. L’altra sera invece  ero particolarmente frustrata ed ho avuto  una vera botta di shopping compulsivo. Sapevo gia’ quello che volevo. I miei colleghi mi stavano facendo il lavaggio del cervello da qualche giorno per convincermi all’acquisto. Mi sono messa in macchina ed in pochi minuti ho raggiunto il centro commerciale vicino al lavoro. Sono scesa e con piglio deciso ho raggiunto il negozio che cercavo. Senza perdere tempo, ho afferrato l’oggetto del desiderio ed in pochi minuti ho pagato senza batter ciglio. Nel giro di un’ora ero a casa ed avevo gia’ attaccato la spina….Insomma, evidentemente la sindrome di peter pan e’ contaggiosa ed E. mi ha attaccato tutti i bacilli…Per farla breve: mi sono comprata la Ui’!! E sottolineo Mi.

 lego-playing-wii-01-7388941Ema infatti e’ uno di quelli che preferisce la Plei e si e’ dissociato dall’acquisto. Il mondo si divide sempre in almeno due categorie antitetiche: quelli della Roma e quelli della Lazio, quelli per il dolce e quelli per il salato, i nottambuli ed i mattinieri, quelli di sinistra e quelli di destra e cosi via. Dimmi cosa preferisci e ti diro’ chi sei. Quelli della Plei in genere sono uomini, amano l’alta definizione, i giochi d’azione in cui puoi star seduto, si nascondono dietro una finta razionalita’ per giustificare atti irrazionali (tipo: la Plei e’ un ottimo lettore dvd e a noi serve…). Quelli della Ui’ in genere sono donne, non gliene frega niente dell’alta definizione perche’ basta che le immagini si vedano senza nebbiolina e che si senta la musichetta senza sibilii.  Se metti in mano a queste persone un joistick o qualcosa di simile, non riescono a coordinare il pollice con l’indice, mentre nella vita reale si destreggiano come polipi in mille attivita’ contemporaneamente. Insomma, i fans della Plai e quelli della Ui sono due mondi diversi. Ema poi ha l’aggravante di lavorare in un laboratorio scientifico in cui usano sensori… ultra sensibili, cosi che  la Ui’ gli sembra un gioco da ragazzi (embe’?).

Alla luce di queste premesse,  gia’ assaporavo la goduria di lunghe partite a tennis o match di pugilato giocati in solitario nella camera da pranzo (cercando di evitare divano, tavolo e vasi). Invece e’ stato sufficiente lasciare la postazione per andare qualche minuto in bagno, per ritrovarla occupata all’uscita. In maglietta a pochi passi dal monitor (pericolosissimo!), ti trovo il coinquilino che brandisce il telecomando della Ui come una mazza da golf, infuriato perche’ non centrava le buche.

E allora chi ha ragione?La Ui’ e’ divertente! Gli uomini dovrebbero sempre seguire quello che diciamo noi, risparmieremmo tempo e  fatica (e soldi!).

La luna storta

E’ un po’ che non scrivo. Per essere precisi dovrei dire: “E’ un po’ che non scrivo qui”. La verita’ e’ che mi sono capitate delle collaborazioni ad alcune riviste, una persino ben retribuita! Ogni tanto nella vita capita pure che le occasioni ti cadano in testa senza che te le vai a cercare. In realta’ ancora non so come andra’ a finire.  Vedremo nei prossimi giorni cosa succede…

afec7bac

Dopo mesi di pioggia, oggi finalmente il sole splende nel cielo e anche l’umore va meglio. La settimana scorsa e’ stato un disastro. A dir la verita’ c’e’ anche una spiegazione oggettiva, anzi ormonale. Il preciclo. Solo le donne possono capire a pieno l’entita’ del dramma. E’ una sindrome ufficialmente riconosciuta, con una carrellata di sintomi piu’ o meno fastidiosi, che variano di donna in donna, di mese in mese. Io sono una di quelle che si accorge del passare delle quattro settimane perche’ le si gonfia la pancia come un palloncino e le viene una fame atavica di pasta e dolci. Evidentemente mi  si azzera la produzione di serotonina, che e’ quella sostanza che porta il buon umore in circolo per il corpo. Automaticamente si innesca quel meraviglioso meccanismo per cui il corpo sa di cosa ha bisogno e dove cercare per porre rimedio. Nello specifico cerca nella credenza. Alcuni mesi, la fame chimica di pane e dolci e’ lieve, in altri e’ decisamente presente e se cerco di trattenermi, la seroronina sotto tono si vendica. Cosi per non sgargarozzare una rosetta con la nutella al giorno e gonfiarmi ulteriormente come un porcellino, chiudo la bocca e lo sportello della dispensa. Mi trattengo col risultato comunque di assumere le sembianze  di un porcellino, ma nevrastenico. Anzi, piagnone. E quand’e’ cosi, la tele e la radio dovrebbero rimanere spenti.   

diapositiva1La settimana scorsa ho pianto guardando il dott. House (obiettivamente una puntata drammatica) e seguendo in tv il giuramento di Obama mentre Aretha Franklin cantava col fiocco sul cappello che le scendeva sugli occhi ad ogni vocale. Ho pianto mentre guidavo la macchina con la radio accesa, cantando a squarciagola “Ancoraaa!Ancoraaa! Perche’ io da quella sera…”  Ed ho proseguito mentre ascoltavo una canzone sconosciuta che raccontava l’amore difficile tra due omosessuali.Obiettivamente non sara’ stato un bello spettacolo ma se le donne hanno la luna storta…

Il pomeriggio di Natale

Il pomeriggio di Natale è un pomeriggio noioso. Ma si puo’ ridere e morire di noia contemporaneamente? Andati via ospiti e parenti, semi-sdraiati sul divano, noi stretta cerchia, cominciamo a torturarci per non cedere al sonno e a ridere delle espressioni da digestione faticosa che ci si legge in faccia.

Poi comincia il Toto PassaPomeriggio: si va al cinema? Domanda che da il via sempre ad un vecchio gioco di parole che fa ridere solo noi. Uno attacca:

-A vedere che?

e un altro: – Quo vadis!

-Che vuol dire?

- Dove vai…

-Al cinema!

-A vedere che?

In loop finchè ci s stufa. Piu’ è pesante la noia, piu’ questo penoso giochino di parole va per le lunghe.

Poi qualcuno propone le carte.La proposta in genere cade nel silenzio assoluto. Quindi si torna all’opzione film, ma questa volta in dvd perchè nel frattempo mancano cinque minuti all’inizio del film in sala.

Intanto sale la fame d’aria ma nessuno ha il coraggio di uscire perché fuori è buio pesto e possibilmente, piove.

Continua la ricerca di un film in dvd, ma su internet…e con l’occasione si da una sbirciatina alla posta.

Poi citofonano, sale qualcun altro, che si siede in poltrona con la stessa espressione gonfia degli altri, un po’ obliqua ed al secondo sguardo si scoppia a ridere.

Finchè arriva l’ora di cena….

Ieri, oggi e domani

Pasta con le vongole, tortellini in brodo e gnocchi di patate.

(Gluck)

Prosegue la mia personale campagna per incrementare la Domanda.

Perche’ la Fiat ha dovuto chiudere gli stabilimenti? Perche’ vende poco. Come aggiornare la linea di produzione? Ma e’ ovvio:  smettendo di sfornare utilitarie da poveracci. Qui  bisogna produrre i SUV!

Le mode, i giorni, i governi passano veloci come i SUV. La jep a sei piani ci serve. La citta’ e’ una giungla urbana, bisogna uscire da casa attrezzati  per andare ad un safari: ruote dal diametro di due metri per le sabbie mobili, fari antitempesta, clackson anti scimmia.

suv12 

Il  SUV mette allegria perche’ beve come un tronista ad una festa di Briatore, perche’ e’ grosso e lucido come Smaila, perche’ l’abbondanza e’ ricchezza e buon umore. Se ti copre la visuale quando stai in fila al semaforo, lo fa per evitarti lo stress da traffico.  Con il SUV non hai piu’ il problema del parcheggio: puoi lasciarlo direttamente sul marciapiede. Non importa quanto sia alto il gradino: la ruota massiccia lo scavalca con sicurezza e con elefantiaca maestosita’ l’ammortizzatore sbuffa allo spegnimento. Con il SUV puoi fare finalmente manovre azzardate e scavallare i fastidiosi cordoli delle corsie preferenziali o montare sulle isole spartitraffico con i semafori e cambiare senso di marcia.

SI perche’ il SUV e’ un’auto maschia: tosta fuori e confortevole dento. La puoi guidare con facilita’, ottima per le signore che sanno quello che vogliono, e lo comprano, subito. Piace anche al ragazzino, che puo’ invitare gli amichetti a vedere un film sui micro schermi al plasma piazzati sul retro dei sedili anteriori.

E poi, la sicurezza. Il SUV lo scalfisce solo un carrarmato. Se ti tampona da dietro un’utilitaria, la puoi trascinare metri incastrata al tuo paraurti posteriore senza accorgertene, fino al garage di casa. 

Dimmi che macchina hai e ti diro’ chi sei. Se hai un SUV sei troppo figo.

Le tv della mia vita

Dice che bisogna spingere sui consumi per non far scendere la Domanda. Cosi siamo andati al centro commerciale a cercare un televisore. Non ho mai speso un centesimo per acquistare un televisore. Io la televisione la faccio, mi sono sempre detta (ahahahah).

orso_salta

Le televisioni che ho avuto, erano scarti di qualcun altro. La prima, che mi ha regalato S., piccoletta e perfettamente funzionante, aveva un unico difetto: il pulsante di accensione non rimaneva schiacciato. Bisognava conficcare uno stecchino al lato del pulsante e levarlo per spegnerla. Per il resto era a posto. L’ho venduta all’asta solo quando un’altra amica, R., per ringraziarmi dell’ospitalita’ , me ne ha regalata una nuova , della stessa misura (R.era stata mia ospite col compagno per un mesetto mentre facevano i lavori a casa loro). Il vecchio televisorino se l’e’ aggiudicato una studentessa su e-bay per cinque euro, cosi non l’ho dovuto portare in discarica ed ho fatto felice una ragazza.

Ma il valzer dei televisori non e’ finito qui. Tempo dopo, la zia P. ne ha acquistato uno ultrapiatto e mi ha chiesto se volevo prendermi cura del suo vecchio trentaduepollici catodico. Ovviamente ho detto di si, e mi sono caricata il mammuzzone in macchina. Ho potuto ricambiare il favore qualche mese dopo: un temporale aveva fatto saltare la corrente, imprevisto che era costato la vita di una tv piccolina che zia P. guardava in camera da letto. Saputa la notizia, ho regalato alla zia il mio vecchio televisore, quello che mi aveva regalato l’amica R. e che dopo l’arrivo del mammuzzone in camera da pranzo, era stato relegato in disuso su un trespolo, in cameretta.

orso

Questo percorso di crescita da un televisore con stecchino ad un mammuzzone partendo da zero, si e’ bruscamente interrotto domenica scorsa, quando, su richiesta del Presidente del Consiglio, come dicevo, abbiamo deciso di dare una mano alla Domanda.

Domenica pomeriggio il Centro commerciale e’ un concentrato di umanita’ ed il negozio di elettronica ed elettrodomestici e’ il regno degli esperti della domenica, per l’appunto. Cosi anche noi ci siamo fatti prendere dal vortice delle infinite possibilita’ di scelta, ma la mia linea guida e’ rimasta quella, come si dice da noi, coatta: a parita’ di cifra, chisseneimporta dei vari attributi tecnici, compriamo il piu’ grosso. Dopo varie telefonate a parenti esperti nella materia, alla fine ritiriamo la televisione ultrapiatta (e qui ci sarebbe da scrivere un post sulla difficolta’ di arrivare ai magazzini per la consegna merce dai centri commerciali) e torniamo.

Dopo due sere passate nell’avvincente intento di regolare al meglio colori e suoni con l’ausilio di computer e dvd tecnici, finalmente la ricezione e’ perfetta.

Ed il risultato di tale irrinunciabile spesa e indimenticabile impresa si puo’ riassumere in questa frase, detta stamattina davanti alla tv in funzione: “Come se fa ad andare al lavoro quando c’e’ Tigro in alta definizione?”

mela

Il compattatore animato

L’altra sera abbiamo visto Wall-e. Emamonomano sdraiato sul divano come Giuseppina Bonaparte, bigC incastrato nella mia sedia a dondolo, io scomposta sul tappeto e tutti con le mani nel ciotolone di pop-corn. Adoro i cartoni della Pixar. Mi piacerebbe un mondo scrivere delle storie per loro. Che poi, diciamocelo, divertono piu’ i grandi che i bambini. Che ormai e’ come dire che non c’e’ piu’ la mezza stagione. Ad ogni modo, Wall-e e’ molto divertente.

walle_avatar_magnet_v1

Lui e’ un robot che compatta la spazzatura in mattoncini: wall vuol dire mattone. Avendo un debole per tutto quello che riguarda la gestione della monnezza, gia’ solo per la sua attivita’, Wall-e mi ha conquistata subito. Raccoglie tutti gli oggetti che attirano la sua curiosita’ e li conserva nel suo deposito, anche senza capire a cosa servono. E poi e’ un sentimentalone. Lei invece (in ogni cartone prodotto in quota Disney, c’e’ comunque una storia d’amore), Lei e’ una sonda spaziale, bianca ed estremamente stilosa, molto Mac oserei dire. Ed e’ piu’ potente, intelligente e risolutiva di Wall-e. Insomma e’ una figura femminile molto moderna.

walle_avatar_aspirapolvere

Per quanto riguarda la trama, si tratta di una favola ecologista che straripa di richiami a film cult quali Odissea nello Spazio e Matrix. Purtroppo il dvd si e’ impallato nel lettore proprio sul finire del film: dopo diversi tentativi, colpi e scossoni al macchinario, abbiamo rinunciato e ci siamo ritrovati ad ultimare la visione dal monitor del portatile, con l’espressione di tre talpe attapirate.

Dopo, accese le luci, l’amara scoperta: il tappeto era diventato un prato di margherite con i pop-corn al posto dei fiori. Immediata la nostalgia per il robottino, che avrebbe raccolto tutto e compattato le briciole in un bel cubo di pop-corn.

Cosi’ ho madato un sms all’Ingegnere Swizzero chiedendogli di costruirmi un Wall-e per natale. Nel frattempo devo pulire o aspetto?

walle_avatar_saluti

Etologia domestica

pizzaPrendete un uomo italiano con una mano rotta (indifferente che sia la destra o la sinistra) e lasciatelo solo a casa qualche ora. Difficilmente riuscira’ a tirare il piumino del letto o a prepararsi un panino anche col pane in cassetta. Se non lo troverete con la lingua attaccata al ghiaccio del freeezer per il vano tentativo di nutrirsi di carne surgelata, ci sono due possibilita’:

- o stara’ sdraiato sul divano con la tv ed il computer accesi, in uno stato di semi-disidratazione, con la mano offesa a schiacciare la fronte,

-o stara’ sdraiato sul divano con la tv ed il computer accesi, in uno stato disemi- indigestione dopo il pranzo consolatorio a casa della mamma, con la mano offesa a schiacciare la fronte.

Con ogni probabilita’, per mettere a tacere la coscienza, dopo qualche giorno, prima di uscire di casa, vi troverete a scrivere un biglietto del genere:

Il latte col cioccolato e’ gia’ zuccherato, sta sul fornello, la tazza e’ sul tavolo… e la bocca sotto il naso.

E la cosa piu’ inquietante e’ che lui non si offendera’ affatto! Anzi, si scolera’ tutto il cioccolato (direttamente dal pentolino!), lasciando gocce, briciole e granelli lungo il percorso. Con la stessa delicatezza di un orso affamato.

pasticcini

Cari ragazzi dell’Onda Anomala,

anche se ho qualche anno piu’ di voi e non sono piu’ una studentessa ne’ una ricercatrice universitaria, capisco quello che provate e lo condivido. ”Toccato il fondo si puo’ solo risalire”, si diceva una volta. Voi ventenni, ma anche noi trentenni, siamo le generazioni miti, a cui hanno insagnato ad obbedire, ad accontentarsi, a rassegnarsi ad un futuro incerto, a piegarsi alla paura del mutamento e quindi della vita stessa,  che e’ mutamento. Finche’ con i tagli alla scuola e all’universita’ finalmente e’ successo qualcosa. La vostra Onda, che qualcuno vorrebbe far passare per una Tempesta ma di tipo ormonale, potrebbe far emergere anche il malessere di quelli della mia generazione. La nostra energia e’ repressa e contenuta nell’accettazione quotidiana di un lavoro precario, sottopagato e spesso poco soddisfacente, specie se confrontato con le aspettative del periodo universitario. Molto spesso non abbiamo possibilita’ di crescita ne’ di carriera (seguendo strade oneste), e solo vaghe promesse di percepire una pensone di vecchiaia. Viviamo a testa basta nell’accettazione dell’oggi, perche’ domani potrebbe essere peggio. Nessun sindacato prende a cuore le nostre situazioni, siamo scomodi e difficilmente rappresentabili da un’organizzazione strutturata in maniera tradizionale. Ci rifugiamo nella sfera privata altrimenti appassiamo. Coltiviamo gli affetti e l’amicizia. Quando prendiamo coraggio, andiamo a vivere da soli o mettiamo su famiglia e ci accolliamo un mutuo che ci porteremo fino alla vecchiaia. Facciamo i figli dieci anni dopo rispetto alle nostre mamme e se talvolta diventiamo un supporto per i nostri genitori che invecchiano e’ perche’ comunque siamo in gamba anche senza i mezzi economici che ci servirebbero. 

Ecco, cari Ragazzi dell’Onda Anomala, io spero con tutto il cuore che la vostra protesta dia il coraggio anche a noi di reclamare una vita diversa,  una vita che non manchi di opportunita’ e di scelte. La vostra strategia, che punta moltissimo sulla comunicazione e sull’effetto mediatico mi piace molto. Spero che anche noi trentenni precari riusciremo ad organizzarci, a montare un gran casino (soprattutto mediatico, perche’ ora e’ questo il canale piu’ forte per rivendicare i diritti) per far capire a tutti che proprio a noi che stamo vivendo oggi il nostro futuro, stanno rubando il futuro, e noi, cari ragazzi dell’Onda, abbiamo meno tempo di voi per riprendercelo.

Bisogni d’amiche

Tutto comincia con un messaggino al telefono, che suona piu’ o meno cosi: “Care ho bisogno di vedervi!”. Care puo’ essere sostituito con termini ancora piu’ affettuosi tipo Cicce o Tesore, ma il vero campanello d’allarme è il verbo: ho bisogno. Non è un: “Ci vediamo” (preludio di un incontro a base di pettegolezzi) oppure un “Vi va…” (preludio ad un sabato pomeriggio di shopping, che in genere si risolve in passeggiata a guardare le vetrine). “Ho bisogno” è uno stato di necessità che esclude gravi urgenze (in quel caso si telefona) ma comporta una risposta rapida ed un appuntamento a breve. E già sai che la causa dell’urgenza si riassume in una sola parola: uomo. A turno passiamo tutte per il momento catartico del “Ho bisogno di vedervi“. Nulla è piu’ efficace di un paio d’ore di monologo al vetriolo sul proprio fidanzato-compagno-marito. Le amiche diventano dei confessori con cui lavare i panni sporchi della famiglia o della propria coscienza: sai che parli con un buco nero che ingoia le tue parole e non le restituirà a nessuno nella galassia.
Gli incontri che nascono dall’ “Ho bisogno” in genere finiscono in grasse risate e solo raramente prendono la piega delle riunioni stile alcolisti anonimi, con ognuna che dice la sua sull’argomento e un abbraccio collettivo prima di andare via (capita cosi pero’ se almeno due di noi sono in preciclo).

Il maschio è colpevole di: essere assente, asfissiante, disordinato, maniacale, di approcciasi nei momenti meno opportuni, di non approcciarsi abbastanza, di non cambiare mai, di non essere un altro. Comunque è in torto. (v. “Cara ti amo”, di Elio e le Storie Tese) . Dopo due ore di dibattito tra amiche, il maschio, scozzato dai sui limiti, strigliato dai suoi difetti, ridotto a pelle e ossa, è riabilitato. Le tue amiche ti fanno vedere che in fondo in fondo se ne puo’ cavare ancora del buono e gli si puo’ dare una seconda possibilita’. E torni a casa col sorriso.

Gli uomini invece non ricevono mai dei messaggini tipo: “Ho bisogno di vederti” dai loro amici (se glieli mandano le “amiche” c’è da preoccuparsi). E se mai li ricevessero, penserebbero sicuramente ad un’improvvisa attrazione omosessuale nei propri confronti.

Articoli precedenti »